Possibile illegittimità dell’addizionale regionale sul gas naturale: diritto al rimborso per utenti e imprese
L’addizionale regionale alle accise sul gas naturale (ARISGAN) è un’imposta indiretta che le Regioni possono applicare solo se destinata a una finalità specifica, come previsto dalla Direttiva UE 2020/262.
Per finalità specifica si intende l’esistenza di un nesso diretto tra il tributo riscosso e il finanziamento di interventi in ambito energetico, ambientale o di sviluppo sostenibile.
Le analisi svolte sulle forniture di gas naturale nelle Regioni italiane interessate (tutte escluse Lombardia e le Regioni a Statuto speciale) evidenziano che, in molti casi, l’addizionale sarebbe stata introdotta senza prevedere alcuna destinazione vincolata del gettito, con finalità meramente di bilancio.
Tale condotta potrebbe integrare una violazione del diritto dell’Unione Europea e legittimare utenti finali e imprese a richiedere la restituzione delle somme indebitamente versate a titolo di ARISGAN.
La questione di legittimità della norma istitutiva dell’ARISGAN è oggi pendente davanti alla Corte Costituzionale, con possibili effetti rilevanti per milioni di consumatori e aziende.
Fai valere i tuoi diritti
Come per le precedenti campagne gestite da Libra – FdC Spa, l’adesione alla Campagna GAS non comporterà alcun onere anticipato da parte dell’azienda aderent né rischio di causa. Le spese legali, tecniche e organizzative nonché il rischio di soccombenza sono interamente finanziati.
La campagna GAS è rivolta a tutte le aziende che hanno pagato l’ARISGAN, siano essi aziende italiane o imprese estere con stabilimenti nelle regioni italiane come sopra identificate nell’ottica del presente caso.
Scheda riassuntiva del caso
- Nome: Campagna “Gas”
- Interessati: Imprese acquirenti di gas che abbiano pagato l’ARISGAN
- Importo recuperabile: L’importo di ARISGAN effettivamente pagato in bolletta
- Anni rilevanti: 10 anni a ritroso dalla data della domanda
Prove del Danno
- Fatture di acquisto del gas (bollette);
- Contratti di fornitura ed eventuali successive modifiche;
- Prove dei pagamenti, laddove le fatture non indichino il regolare versamento del pregresso;
La campagna sarà attiva dal 1 maggio 2026 fino a esaurimento del plafond disponibile.